Un piattino di ricotta.
Mezzogiorno era passato da pochi minuti quando la mamma Ornorina tiro fuori la tovaglia dal cassetto. I gatti dormivano un po'
dovunque, qualcuno in soffitta, altri nel soggiorno, il resto in cucina e nella veranda ma il rumore di piatti e stoviglie è
inconfondibile e molte orecchie si girarono in direzione della cucina.
Non tutti i gatti della famiglia la pensano allo stesso modo e per molti di essi il pranzo degli umani non è un evento di grande
interesse e perciò gran parte delle orecchie ritornarono in posizione di riposo ed i loro proprietari continuarono a sognare.
Le tradizioni vanno rispettate e così il nucleo originale di tutta la comunità, Esterina, Charlie e la loro figlia Fortunata detta
Fifì, si alzarono e s'incamminarono stiracchiandosi verso il tavolo della cucina. Come ogni giorno da molti anni, i tre si
riunirono sopra al tavolo della cucina nell'angolo ormai riservato per loro, nel caso la mamma umana avesse avuto bisogno del
loro aiuto. Nemmeno la loro disposizione cambiava mai: come sempre Esterina era a sinistra, Charlie a destra e Fifì in mezzo;
"E' inutile confondere i bipedi cambiando ogni giorno disposizione" pensavavo i tre "in questo modo non dovrebbero sbagliare
gatto facilmente", infatti, grazie al loro decisivo aiuto, mamma Ornorina non si sbagliava spesso nel chiamarli per nome
o nel porgere loro la loro pietanza preferita.
Essendo ben addestrata, Ornorina preparò subito tre piattini per i suoi amici, che gradivano moltissimo la ricotta; ne aveva
già riempito uno quando impprovvisamente suonò il campanello della porta. Doveva essere sicuramente il corriere che portava il
solito carico di scatolette. Ornorina posò il piattino con la ricotta davanti alla famigliola felina e corse ad aprire.
Avendo il piattino davanti a lei, Fifì si sedette e si preparò al suo spuntino a base di ricotta. Esterina intervenne prima ancora
che iniziasse: "Ti sembra educato mangiare senza curarti di tuo padre e di me?" La figlia la guardò un po' stupita "Beh, l'ha dato
a me; quando torna preparerà gli altri anche per voi". Charlie intervenne nella discussione "No, Fortunata, non l'ha dato a te,
l'ha messo in mezzo a noi e perciò è per tutti e tre". "Ma se è talmente poco che non basta neanche per me, come puoi pensare di
dividere il contenuto del piattino in tre parti" ribattè Fifì. "Questo è vero" Disse Esterina "la quantità di ricotta è insufficiente,
ma non significa mica che sia tutta tua".
La situazione era in una fase di stallo. I tre gatti si guardavano, con l'invitante piattino di ricotta in mezzo a loro.
"Ritengo che essere il più anziano mi dia diritto a mangiare per primo". Esclamò finalmente Charlie. "Perché, io che forse sono
incinta di tanti cucciolini affamati non devo forse mangiare di più?" Ribattè Esterina. "Io sono piccola e devo crescere".
Rilanciò la loro figlia. "Ma se hai sette anni e sei più grossa di noi". Risposero insieme i suoi genitori.
Il tempo passava ed i tre non riuscivano a prendere una decisione. Charlie aveva proposto una gara di corsa fino alla soffitta e
ritorno per decidere chi poteva mangiare la ricotta. Fifì voleva un torneo a zampa di ferro ed Esterina un torneo di salto sulla
sedia. Ognuno proponeva una competizione dove era sicuro di vincere, ma gli altri rifiutavano. Il profumino che si diffondeva
dal piattino aveva messo parecchio appetito a tutti e tre; la loro educazione ed il rispetto che ogni gatto ha per i suoi simili
impediva loro di risolvere la contesa con una prova di forza. Inoltre loro tre erano legati anche da vincoli affettivi e nessuno
di loro avrebbe mai fatto il prepotente con gli altri.
Si sentì sbattere la porta d'ingresso; finalmente il visitatore se n'era andato e la loro mamma umana sarebbe tornata a preparare
gli altri piattini di ricotta mancanti. Le tre orecchie sinistre registrarono il rumore e tutti e tre i gatti tornarono a fissare
in silenzio il piattino con la ricotta.
La mamma entrò portando una scatola piena di sacchetti di crocchette. Appena la appoggiò sulla vetrina, Ludmilla con un gran salto
le atterrò vicino e si mise ad annusare i sacchetti ed a rovistare tra essi. Finalmente si sedette; i tre gatti erano tutti
speranzosi, nella loro statuaria posizione e con il petto gonfio d'orgoglio per essere rimasti fermi per tutto quel tempo ad
aspettare.
Ornorina li guardò e poi vide il piattino ancora pieno. "Oggi non avete fame?" chiese ai tre."Vi siete per caso stufati anche di
questa buona ricotta che compro praticamente per voi?". Si alzò di scatto ed afferrò il piattino, andò verso la cuccetta dove la
piccola Oplà riposava e glielo appoggiò davanti. "Mangia tu allora, che devi crescere!" La cucciolina bianca iniziò a mangiare
immediatamente facendo allo stesso tempo le fusa per la felicità.
Esterina, Fifì e Charlie erano rimasti letteralmente a bocca aperta vedendo sparire il loro piattino insieme alle speranze di
averne uno a testa. "Ma allora non ha capito nulla!" Esclamò Fifì. "Non sa neanche distinguere tra dei gatti educati e dei gatti
schizzinosi?" Charlie aveva un'aria piuttosto avvilita: aspettava per tutto il giorno il momento di gustarsi la sua ricotta ed
invece, a causa di quell'interminabile discussione, era rimasto a bocca asciutta. Esterina, da gatta saggia, se ne stette un po'
in silenzio poi disse: "Avremmo potuto litigare e forse uno di noi avrebbe anche mangiato la ricotta; forse si poteva dividere il
contenuto del piattino e tutti avremmo mangiato, magari poco, ma sarebbe stato meglio di niente. Questo insegna che è meglio
essere solidali e dividere che cercare di ottenere tutto per sé. La mamma non ha capito che noi discutevamo e che ci aspettavamo
altri piattini, ma questo, lo sappiamo tutti, non è colpa sua: lei è una bipede, non è mica un gatto".
I tre, un pochino tristi, scesero dalla tavola e si avviarono verso il divano del soggiorno, ad aspettare la cena ed un'altra
occasione di assaggiare la buonissima ricotta della loro mamma umana.