La cucciolina scomparsa.
La bella Nymphaea aveva quattro figlie. Erano tutte molto carine ed affettuose. Nate alla fine
di febbraio, si erano dimostrate subito piuttosto vivaci e curiose; erano cresciute in fretta e
senza problemi, merito in gran parte dell'ottimo ed abbondante latte di mamma Nymphaea. Madre
assidua ed attenta, per tutto il primo mese era rimasta sempre con loro, accudendole in modo
esemplare e così le piccole erano cresciute nel migliore dei modi.
Dopo il secondo mese di vita, Petra, Phaedra, Priscilla e Phantasia erano diventate abbastanza
indipendenti e scorrazzavano per la casa senza timore. Il loro gioco preferito era quello di
nascondersi in attesa la la mamma venisse a cercarle, per poi saltarle sulla schiena tutte
insieme. Nymphaea era sempre contenta di giocare ed era proprio soddisfatta delle sue cuccioline.
Nel pomeriggio di un giorno di maggio, Nymphaea stava facendo un riposino su una sedia del soggiorno,
quando si sentì tirare la coda. Aprì gli occhi e guardò giù: Priscilla la fissava. "Cosa c'è,
piccola?" chiese la mamma. "Dovresti aiutarci a trovare Phantasia." Disse la cucciolina. "Si è
nascosta ed è molto che la cerchiamo inutilmente". Nymphaea si allarmò immediatamente, ma da
mamma esperta non mosse un solo baffo, per non spaventare la figlia. Scese lentamente dalla
sedia e chiese: "Chiama le tue sorelle e scopriamo chi l'ha vista per ultima".
Priscilla corse via; dopo un minuto ritornò con le sorelline. Nymphaea, sempre con voce calma,
le interrogò sugli avvenimenti della giornata. Phantasia era stata vista per l'ultima volta
alcune ore prima nella cucina, quando avevano mangiato tutte insieme l'omogeneizzato con il
formaggino. Nymphaea chiese anche l'aiuto di Karambola, sua madre e nonna delle piccole, e
delle altre femmine della casa, perché quando si tratta dei cuccioli, tutta la comunità gattesca
collabora volentieri. Esterina, la gatta più anziana e Presidente indiscussa dell'Assemblea,
organizzò le squadre di ricerca, ognuno nei luoghi che conosceva meglio: lei e sua figlia
Fortunata avrebbero controllato le camere, Ludmilla e Karambola nella mansarda, Nymphaea e
Novella nel soggiorno, Swanii e Bubble Gum nella cucina e nella taverna; il ritrovo era fissato
per l'ora della cena in cucina.
Le gatte partirono per le loro destinazioni ed incominciò la ricerca; le tre cucccioline rimasero
nel cestino della cucina, in parte perché stanche, ma specialmente perché avrebbero dovuto
avvisare le altre nel caso Phantasia fosse riapparsa.
Ludmilla e Karambola corsero su per le scale e per poco non fecero morire di spavento il povero
Osiris che dormiva su un gradino dell'ultima rampa, nella penombra. Controllarono tutti gli
angoli, le poltrone, sotto le scrivanie. Ludmilla aveva un posticino segreto per riposare in
pace: dietro alla libreria, dove si era quasi invisibili; bisognava però superare un ostacolo
piuttosto alto e lei dubitava che la cucciola potesse riuscirci. Ad ogni buon conto andò a
controllare. Karambola nel frattempo era salita sullo schienale della poltrona e scrutava
dall'alto la stanza; le sue orecchie si muovevano in tutte le direzioni per cogliere l'eventuale
segno della presenza di Phantasia.
Un piano più sotto, Esterina e Fortunata perlustravano il bagno e le camere da letto. In questo
piano non c'erano molti luoghi per nascondersi però la porta del ripostiglio e quella di una camera
erano chiuse e le due gatte non potevano entrare per controllare. Decisero così di sistemarsi
davanti alle due porte e rimanere in ascolto. Se la cucciolina fosse stata li dentro, alla fine si
sarebbe fatta sentire.
Swanii iniziò a perlustrare la cucina, mentre Bubble Gum scese le scale per recarsi subito nella
taverna; era poco probabile che la piccolina si fosse avventurata fino laggiù, ma bisognava
assicurarsi che non ci fosse davvero.
Nymphaea e Novella avevano da controllare il luogo dove più facilmente ci si poteva nascondere e
dove era più probabile si trovasse la cucciolina mancante. Dietro al divano, sotto i cuscini,
dietro a mobili e tende, i posti per nascondersi non mancavano e tutti li utilizzavano, quando
la mamma Ornorina appariva con pettini e spazzole. Nymphaea incominciava ad essere preoccupata.
Erano ormai parecchie ore che la piccola non si vedeva. Non poteva essere uscita dalla casa;
quel pomeriggio non era venuto nessuno, Claudio e Marco erano ancora fuori ed in casa c'era solo
la mamma umana.
Il tempo passava e la piccola non si trovava. Claudio rientrò dal lavoro e quando aprì la porta
del corridoio, solitamente chiusa, Bubble Gum approfittò per passare e correre nella taverna,
alla ricerca della cucciolina.
Quando l'orologio segnò le ore 18, in tutta la casa si cominciò a sentire il solito armeggiare
di ciotole e scatolette che preannunciava l'ora della pappa per i gatti. Era il segnale convenuto
per il ritrovo e le gatte abbandonarono le loro ricerche e si diressero verso la cucina.
Approfittando del rientro a casa di Marco, anche Bubble Gum aveva riattraversato la porta al
piano terra e risalito di corsa le scale.
Mamma Ornorina pensò: "Questi hanno veramente l'orologio incorporato, e sembra che non mangino
da un mese! Appena hanno sentito aprire una scatoletta, sono corsi tutti qui". Infatti, quasi
tutti i gatti della casa erano riuniti nella cucina, ma mentre i maschi erano arrivati veramente
per la pappa, le femmine avevano altro a cui pensare. "Ci sono delle novità?" chiese con un po'
d'ansia Nymphaea. Purtroppo nessuna delle gatte aveva trovato la piccola Phantasia.
Nymphaea ora era preoccupata veramente. Le tre figlie rimanenti la guardavano dal cestino, da dove
non erano più uscite. "Che cosa facciamo ora?" chiese a Karambola ed a Esterina che sedevano
pensierose. "Forse ci converrà aspettare che se ne accorga la mamma umana; lei può cercarla
meglio." "Non posso certo stare qui ad aspettare come se niente fosse." Disse Nymphaea.
"Ritornerò a cercarla."
Intanto mamma Ornorina aveva sistemato diverse ciotole di cibo; nessuna delle femmine presenti
sembrava però molto interessata. Nemmeno le cuccioline, che di solito correvano, dimostravano
grande entusiasmo per la pappa serale. L'unico veramente interessato era, come il solito,
Malibu. Il grosso maschio cameo saltava davanti alla vetrina per poter salire al suo solito
posto e la mamma umana lo accontentò. Come sempre, Malibu non guardò neppure la ciotolina con il
pollo e si diresse a razzo verso la sua personale ciotola di crocchette. Questa era però
semivuota ed allora si mise a fissarla, come se il suo sguardo avesse il potere di riemirla.
Beh, in un certo senso il suo sguardo aveva veramente questo potere, perché Ornorina,
adeguatamente addestrata dai suoi amici gatti, capì subito cosa voleva il bel ragazzone. Il
secchiello delle crocchette stava in una vetrinetta della cucina e la mamma aprì la portellina
per prenderlo. Dovendo riempire solo la ciotola di Malibu, non la richiuse per risparmiarsi di
riaprirla un attimo dopo. La vetrinetta era piena di oggetti di ogni tipo: pettini, spazzole e
vari prodotti per la cura del mantello dei gatti, un frullatore con i suoi accessori, giornali
vari, giochi e tanto ancora. I gatti erano solitamente interessati perché lì dentro trovavano
molte cose con le quali giocare e tutti si girarono a scrutare cosa c'era dentro la vetrina.
Phaedra spalancò gli occhi e fece "Miaooo…" tutti si voltarono e lei esclamò: "Vedo una codina
dietro quel vaso dentro la vetrina!" La codina c'era veramente e le tre cuccioline scattarono
insieme e balzarono dentro alla vetrina. Dietro ad un vaso la piccola Phantasia dormiva
beatamente. Le tre sorelline le saltarono felici sulla schiena svegliandola. "Cosa c'è…"
brontolò la cucciolina. "Non mi lasciate mai dormire in pace." Le sue proteste erano inutili
perché le sorelle erano così felici che le saltavano intorno, leccandola e mordendola; anche la
loro mamma e le altre femmine adulte si erano avvicinate, contente di aver ritrovato la piccola.
Mamma Ornorina ritornò con il vaso delle crocchette da riporre. "Cos'è questa confusione; su
piccole andate fuori di qua che devo sistemare il secchiello e non vorrei chiudere dentro
qualcuna di voi." Le quattro cuccioline uscirono: tre erano felicissime e saltavano come
leprotti, l'ultima era un po' assonnata e perplessa nel vedere il comportamento delle altre tre.
Nymphaea aveva fatto un grosso sospiro di sollievo e stava vicino alle sue figlie, finalmente
riunite. Tutte le gatte si ricordarono che era ora di cena e si diressero velocemente verso i
loro piattini, facendo in un attimo piazza pulita di tutta la pappa.
Mamma Ornorina pensò: "Che fame che avevano! Non le ho mai viste mangiare così. Sarà la stagione…"