L'amaca di Bubble Gum.
Bubble Gum, detta anche Bibi, è una piccola gattina chinchilla. Anzi, è la più piccola tra gli
amici della casa. Come spesso succede in questi casi, la consapevolezza di essere la più piccola
ha provocato la scelta di alcune "strategie" da parte della Bibi per vivere tranquilla. Quando
è sveglia è sempre in movimento, spostandosi continuamente nel massimo silenzio. Se ha sonno,
mai la si troverà a dormire sul pavimento, dove i suoi amici dispettosi (e più muscolosi) la
potrebbero sorprendere e farle qualche scherzo; lei dorme sempre in luoghi alti, da dove
facilmente è possibile controllare lo spazio circostante.
Qualche mese fa, la mamma comprò un'amaca in peluche, di quelle che si appendono al termosifone,
e la sistemò nella cucina. Dopo un paio di giorni, visto che nessuno aveva degnato neanche della
minima attenzione il nuovo oggetto, lei aveva preso tutti i gatti ed a turno li aveva messi
dentro l'amaca, in modo che capissero a cosa servisse. Il gatto non ama le imposizioni e tutti,
con un balzo erano usciti dall'amaca; Bubble Gum, però, si accorse subito che la parete
dell'amaca, appoggiata al termosifone, era calda: il tepore che emanava e le dimensioni
sembravano fatte apposta per lei e, cosa non meno importante, era in posizione sopraelevata.
In quel periodo era inverno ed i pavimenti erano decisamente freddi. La micia ovviamente uscì
subito dall'amaca (mai dare troppa soddisfazione agli umani) ma registrò il nuovo accessorio
come interessante e meritevole di approfondirne le qualità.
Dopo circa mezz'ora, Bubble Gum, desiderosa di fare un riposino, saltò sulla vicina sedia a
dondolo e da lì iniziò a guardare l'amaca. Ci saltò dentro, la annusò per bene, provò a
distendersi e si accorse che era proprio della misura adatta a lei. Con la schiena appoggiata
al lato caldo si addormentò subito.
Così tutti i pomeriggi Bubble Gum saltava nell'amaca per dormire, al caldo ed al sicuro dagli
scherzi degli altri gatti.
Malibu, Karambola ma soprattutto Novella e Ludmilla, che spesso giocavano con la piccola
chinchilla, notarono subito che al pomeriggio non trovavano più la loro amica, ma non riuscivano
a capire dove si nascondesse. Ludmilla andò a controllare anche dietro la libreria della
soffitta ma di Bubble Gum nessuna traccia.
Fu Malibu, che di solito dormiva sulla sedia a dondolo, che notò una codina bianca a penzoloni
fuori dall'amaca rivelando il nascondiglio della Bibi. Saltò giù dalla sedia e si avvicinò ad
Esterina che dormiva nel suo cestino preferito. "Ciao Esterina; fa freddo, vero? Quest'inverno
non passa più". "E' vero" rispose "per fortuna che il riscaldamento è acceso".
"Eh, si. Sai, credo che quell'affare attaccato al calorifero serva proprio a dormire al caldo;
peccato che nessuno lo usa. Io ci andrei volentieri, ma sono troppo grosso e non ci sto dentro".
Disse Malibu.
Esterina aprì un occhietto e guardò verso l'alto. Vide l'amaca e pensò: "Ora è già tardi, ma
domani vado a controllare". Da lì non poteva vedere la piccola coda di Bubble Gum che sporgeva
dal lato opposto.
Malibu, soddisfatto del suo discorsetto, si arrampicò su una sedia e si mise subito a ronfare.
Il giorno dopo, Esterina mangiò in fretta il suo pranzo a base di pollo e tonno al naturale e
decise di andare a controllare l'amaca. Prima le diede un'occhiata dal tavolo, facendo finta di
nulla; poi si spostò su una sedia, tenendo sempre d'occhio il suo obbiettivo. Infine balzò sulla
sedia a dondolo e si issò sull'amaca. "Il ciccione aveva ragione" si disse: era comoda, calda e
si poteva riposare con tranquillità. Si stiracchiò e si addormentò subito.
Nel frattempo anche Bubble Gum aveva finito il suo piattino di pollo. Lei però odiava fare le
cose in fretta ed aveva mangiato con calma, masticando con attenzione e bevendo anche un po'
d'acqua. Finito il pranzo, si diresse verso la cucina per il suo sonnellino pomeridiano. Quando
entrò nella cucina si accorse subito che c'era qualcosa di strano: Malibu, Novella, Ludmilla e
Karambola erano tutti nella cucina, chi su una sedia, chi sul tavolo e sembrava proprio che
aspettassero lei. "Chissà cos'hanno nella zucca quei quattro citrulli". Pensò la gattina
dirigendosi verso la sedia a dondolo. Malibu sembrava proprio soddisfatto. Quando salì sulla
sedia a dondolo, vide la coda di Esterina spuntare dall'amaca. "Ecco cosa aspettano quei
fannulloni" pensò Bubble Gum. "Hanno fatto in modo che Esterina occupasse la mia amaca; sono
stati sicuramente loro!" Per non dare troppa soddisfazione ai quattro gatti che la osservavano,
scese dal dondolo e si diresse verso il soggiorno. I quattro, guidati da Malibu la seguirono.
Bubble Gum si intrufolò dietro il mobile della televisione, e tutti gli altri dietro. Sbucando
velocemente dalla parte opposta, Bubble Gum corse verso il tavolo del soggiorno e ci saltò
sopra, appiattendosi rapidamente. Gli altri gatti, usciti da dietro il mobile, non avevano fatto
in tempo a vedere dove era andata e ritornarono in cucina a cercare la loro amica.
Distesa sul tavolo e momentaneamente sola, Bubble Gum pensava a come fare per ritornare in
possesso della sua amaca. Di far la prepotente era escluso; intanto Esterina era più grossa,
poi era simpatica e probabilmente lei non aveva colpa; aveva sempre preferito il cestino bianco
per i suoi riposini e se era nell'amaca una ragione c'era. "Deve essere stato il ciccione cameo
a far andare Esterina nella mia amaca! Non so come ha fatto, ma quel dispettoso in qualche modo
è coinvolto". Pensò la gattina.
Nel frattempo gli altri gatti si erano fermati nella cucina, un po' indecisi sul da farsi;
infine si sedettero tutti in attesa di veder ricomparire la Bubble.
La gattina intanto era scivolata giù dal tavolo ed aveva raggiunto il divano, dove dormiva
sempre Charlie; un metro più in là anche sua figlia Fifì dormiva beatamente. Gatto placido e
tranquillo, Charlie era il più anziano della compagnia, ma era anche buono e gentile con tutti e
spesso interveniva in difesa delle femmine o dei cuccioli quando Malibu esagerava con giochi un
po' rudi. Bubble Gum avvicinò la sua testa a quella del gattone e sussurrò: "Charlie, avrei da
chiederti un favore: Malibu oggi ce l'ha con me e mi impedisce di raggiungere la mia amaca;
potresti aiutarmi?" Charlie aprì un occhio e girò l'orecchio…
Tutto era immobile nella casa. La mamma era da qualche parte a pulire; nel soggiorno c'era la
solita penombra che invitava ai riposini; ogni gatto era al suo posto abituale a dormicchiare
in attesa dell'ora della cena. In cucina Malibu e compagni erano immobili, seduti sul pavimento,
in attesa della Bubble Gum.
"MIAOOOOO". Un fortissimo ed improvviso urlo gattesco arrivò dal fondo del soggiorno. Almeno
sette paia di orecchie si rizzarono e girarono in direzione dell'urlo. Tutti i gatti presenti
si precipitarono nella stanza per vedere cosa stava succedendo. Esterina era balzata giù
dall'amaca e guidava, come sempre, la pattuglia con cipiglio da guerrriero.
Tra il mobile del televisore e quello dell'hifi spuntava la coda sventolante di Charlie. In un
attimo tutti gli furono intorno. Esterina chiese: "Cosa succede? Hai visto qualcosa?" Charlie
guardava fisso verso un punto piuttosto scuro. "Ora non ne sono più così sicuro. Dormivo quando
ho sentito un fruscio ed appena ho aperto gli occhi ho visto un ombra in movimento in questo
punto, ma sembra che non ci sia nessuno".
Tutti restarono immobili a fissare quell'angolo di stanza per almeno cinque minuti poi,
tranquillizzati, ritornarono sui propri passi: Charlie si issò sul divano e riprese placidamente
a dormire. Esterina ritornò rapidamente in cucina e decise di non sprecare ulteriori energie e
si accomodò nel suo confortevole cestino, anche perché aveva intravisto un po' di pelo bianco
sporgere dall'amaca.
Anche Malibu, lentamente, era tornato in cucina e vide anche lui la coda di Bubble Gum spuntare
dal bordo dell'amaca. "Lei non c'era in soggiorno!" pensò "Che ci sia la sua zampetta, nella
sceneggiata di Charlie?". Mentre stava a rimurginare su quanto era stato casuale l'allarme
lanciato da Charlie, gli altri amici, visto che Bubble era di nuovo nell'amaca, si affrettarono
ad occupare le loro sedie preferite per il riposino pomeridiano. Quando Malibu se ne rese conto,
si diresse lentamente verso la sedia a dondolo borbottando. Quando fu sotto alla sedia e stava
per saltarci su, vide due zamponi sporgere in avanti; piuttosto sorpreso, si alzò sulle zampe
posteriori per vedere meglio e si trovò davanti il testone di Fifì che russava, tutta distesa
sulla sua sedia a dondolo. I gatti hanno un codice di comportamento che regola la convivenza,
così se un gatto dorme in un determinato posto nessun altro si sogna di distubarlo. Piuttosto
avvilito e consapevole che Bubble Gum non solo si era ripresa l'amaca, ma aveva fatto anche in
modo che lui perdesse il suo luogo di riposo prediletto, Malibu si diresse mestamente verso
l'angolo della cucina e si sdraiò sul pavimento davanti alla porta finestra, dove guardando
distrattamente i rami degli alberi che si muovevano con il vento, si addormentò.